Jimmy’s hall – Recensione (Cinema)

Recensione di Nicola Solaroli.
Giovedì 25 dicembre, Cinema Italia, Faenza.
Sala piena per un quarto, soprattutto coppie adulte.
VOTO 2,5 / 5

Jimmy’s hall, l’ultimo film di Ken Loach, racconta una storia vera dell’Irlanda degli anni 30 del secolo scorso. La tagline del film recita: “Una storia d’amore e di libertà”, sviando il pubblico che entra in sala aspettandosi una storia d’amore quando in realtà quest’ultima è solo una sottotrama secondaria. La scelta di puntare sulla storia d’amore è forse il difetto più grande della pellicola.
jimmy hall poster Per capire meglio quanto scritto sopra è necessario un piccolo riassunto della trama. Gimmy Granton, nel 1932, torna nel suo villaggio natio in Irlanda dopo dieci anni passati a New York. Prevede una vita tranquilla e contadina, ma il suo spirito di ex repubblicano e il fervore di alcuni compaesani lo spingono a riaprire “la Sala”: una sorta di circolo dove si balla, si legge poesia, si imparano nuove cose. Questo genera tensioni con la chiesa, in particolare col sacerdote della locale parrocchia (detentore del pieno potere morale e spirituale del villaggio) che vede in Gimmy e la sua sala il male che avanza sotto forma di emancipazione, cultura e idee sull’uguaglianza e la necessità di modificare lo stato sociale. Nasce quindi uno scontro tra la chiesa cattolica, con le sue idee tradizionali e immobiliste, e Gimmy, libero pensatore con idee comuniste.

Ecco dove sta il centro del film: nello scontro tra opposte idee e stili di vita. Da qui si potevano intraprendere varie strade approfondendo il lato drammatico con l’inevitabile sconfitta di una delle parti o sottolineando la storicità e dipingendo quindi l’affresco di un mondo che cambia a seguito di spinte contrastanti. Si poteva anche tentare la strada della commedia, approfittando dell’inevitabile ingenuità dei campagnoli di quel tempo (quest’ultima opzione di certo non nelle corde di Ken Loach). E’ un peccato quindi, che il regista abbia scelto di trascurare questo incontro – scontro a favore dell’amore tra Gimmy e la non bella Oonagh, sottotrama non importante ai fini della pellicola e per giunta storia d’amore poco coinvolgente. Ne risulta un film indeciso, che alterna scene dedicate al conflitto tra Gimmy e il sacerdote con scene tra Gimmy e Oonagh, senza dare prevalenza nè alle une nè alle altre. Barry Ward pare soffrire dello stesso problema, non riuscendo a dare una vera e propria profondità nè alla passione politica nè a quella amorosa del suo personaggio, a parte alcuni momenti luminosi. In conclusione, la pellicola è poco approfondita, con personaggi in cui non ci si immedesima e una storia che non trasmette particolari messaggi.

NOTA: il trailer è veramente interessante. Coinvolge e appassiona molto più di quanto faccia il film e ci mostra come avrebbe potuto essere la pellicola.

JIMMY’S HALL
regia: Ken Loach
attori: Barry Ward, Simone Kirby, Jim Norton, Andrew Scott, Francis Magee
genere: drammatico, storico
durata: 109 min.
produzione: Gran Bretagna, Irlanda, Francia
anno: 2014

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