Locke – Recensione (Cinema)

Recensione di Nicola Solaroli.
Venerdì 02 maggio al Cinema Europa.
Sala quasi vuota, tutti giovani o adulti.
Voto 4/5.

Poche immagini di un grande cantiere, qualcuno che sale in auto, il cruscotto che si illumina e finalmente il primo piano di un uomo.
Quest’uomo si chiama Ivan Locke (Tom Hardy) e sarà l’unica persona che vedremo per tutto il film, mentre spinto da una decisione improvvisa affronta un viaggio in auto durante la notte (il tempo della storia è uguale al tempo del racconto, magnifico).

Locke_Tom_Hardy_posterL’auto è una metafora: rappresenta un mondo a sé, un piccolo angolo isolato, senza contatti con l’esterno se non il telefono.
Anche il viaggio è una metafora: rappresenta l’odissea del protagonista che lascia il suo passato per dirigersi verso un futuro sconosciuto, potenziale, non ancora nato.
Locke passa il suo tempo al telefono: con la moglie, con i colleghi e con una donna che praticamente non conosce, che dopo aver passato una notte con lui (un errore), sta per dargli un figlio. E’ da lei che sta andando; non vuole lasciarla sola, vuole fare la cosa giusta, prendersi le sue responsabilità e pagarne il prezzo.
Man mano che il viaggio avanza vediamo il mondo come lo vede Locke, condividiamo la sua rabbia, il suo senso di colpa, la sua voglia di mettere a posto, la sua calma determinazione. Intuiamo come gli altri lo vedono, quando li ascoltiamo al telefono parlare con Locke cercando di risolvere un’emergenza al cantiere e di salvare un matrimonio che sta naufragando.

“Perché non ti sei dato malato?” gli chiede un collega.
“Perché non lo sono” risponde Locke.
Forse è questo il senso del film: Locke è un uomo che all’improvviso sceglie di cambiare strada, di affrontare i suoi fantasmi armato solo della verità e della sua determinazione, pronto ad ogni conseguenza.
E così lo accompagniamo in questo viaggio, dove il mondo esterno è buio e sfuocato e il protagonista non si arrende mai, telefonata dopo telefonata.
Locke è un’uomo medio, con una vita normale. Possiamo condannarlo per i suoi errori, ma come non ammirarlo per il suo coraggio, quando sarebbe stato così facile nascondere tutto?

locke-tom-hardy-1Osservare un uomo in auto per novanta minuti sembrerebbe noioso, ma non è così; il regista (Steven Knight, al suo secondo lavoro) trova sempre spunti diversi, angolazioni diverse da cui farci osservare l’auto e il suo occupante.
Tom Hardy poteva scegliere di interpretare Locke usando toni alti, agitandosi, picchiando il pugno contro il volante e invece sceglie i toni bassi, concilianti, lasciandosi andare a scatti d’ira e di dolore solo quando non è al telefono. Messo alla prova nel recitare l’uomo medio, Hardy mostra tutto il suo talento e si finisce per rimpiangere (così come già era accaduto quando aveva interpretato Bane in “Il cavaliere oscuro – Il ritorno”) l’impossibilità di ascoltarlo in lingua originale, visto che ogni tanto appare palese come il doppiatore non riesca a replicarne il lavoro.

LOCKE
regia
: Steven Knight
attori: Tom Hardy, Olvia Colman (voce), Ruth Wilson (voce), Andrew Scott (voce).
genere: Drammatico
durata: 85 minuti
produzione: USA, Regno Unito
anno: 2013

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