Senna

A vent’anni dalla sua scomparsa vogliamo ricordare Ayrton attraverso un film del 2010, ma riproposto in sua memoria in questi giorni in TV.

Recensione di Ramsis D. Bentivoglio
VOTO 5/5

L’anomalo documentario, realizzato con sole immagini di repertorio e voci off di interviste che fanno da filo conduttore per tutto il film, fotografa la folgorante carriera di uno dei più grandi piloti di F1 della storia, forse il più amato e osteggiato.

SENNA_UK1SHT.inddNel breve arco di 10 anni riuscì a vincere tre mondiali, nonostante tutti i tentativi politici di tagliarlo fuori dalla storia, consacrandosi grande, ma rimanendo modesto negli atteggiamenti e nelle parole. Il brasiliano rimane ancora oggi un mito per chi lo ha conosciuto o per chi ne ha solo sentito parlare. Dall’opera del regista anglo-indiano emerge un ragazzo semplice e umile che affrontò i giganti del Gran Prix, quali Jean-Marie Balestre e Alain Prost, il capo FIA e il pilota francese 4 volte campione del mondo e suo acerrimo avversario, senza spirito di sottomissione. Quel mondo, ai suoi occhi, appariva incrostato di politica e denaro. Il suo desiderio era emergere solo grazie al talento. Attorno a sé vedeva ruotare interessi che non sempre capiva e che gli fecero perdere due volte il titolo mondiale, la prima volta dopo aver interrotto Montecarlo per pioggia, cosa mai accaduta prima, incoronando Prost, quindi accusato di aver provocato un incidente, sempre contro il francese. L’amarezza non lo frenò, anzi, come diceva lui, cercare di migliorarsi era il motivo più valido per continuare a lottare. Si sarebbe potuto definire un agnello tra leoni, ma non fu sempre così, perché la sua determinazione lo spinse a combattere quelle che a lui sembravano ingiustizie, correndo sempre più veloce e al limite. L’inizio degli anni novanta fu il periodo più florido, con due vittorie mondiali, ma lentamente la tecnologia, la politica, la fama, lo stress e gli incidenti mortali iniziarono a minare il suo spirito. Nel Gran Prix dove morì, i presagi furono nefasti sin dal venerdì, con l’incidente spaventoso di Barrichello e la morte, il sabato, di Ratzenberger. Senna rimase sconvolto e sembrava non voler gareggiare, ma quando quella mattina aprì la Bibbia chiedendo a Dio di parlargli, lui molto devoto, trovò un passo dove si diceva che quel giorno avrebbe incontrato Dio in persona… e così fu.

Ayrton SennaSe moriva un uomo, nasceva un mito che ancora affascina, colpisce e commuove. Il documentario ha soprattutto questo pregio, non indugiare troppo sulle gare o immagini crude, ma sull’animo di quel ragazzo rimasto tutta la vita pilota di kart e amante della naturalezza e genuinità della competizione fine a se stessa, per il divertimento degli altri, ma soprattutto per il proprio. Un biopic ben realizzato, né sbilanciato al sentimentalismo, né vocato all’agiografia in cui sarebbe stato facile cadere.

Da vedere per chi ama Senna e tutto quello che ha fatto, ma soprattutto per chi ama lo sport allo stato puro, senza corruzione o zone grigie a sporcarne il valore e il divertimento.

SENNA
regia: Asif Kapadia
attori: Ayrton Senna
genere: DOCUMENTARIO
durata: 105 minuti
produzione: Gran Bretagna
anno: 2010

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