Nymphomaniac Vol.2 – Recensione (Cinema)

Recensione di Ramsis D. Bentivoglio.
Sabato 26 aprile 2014, al Cinemacity, Ravenna.
Sala per metà piena, soprattutto giovani e donne, ma anche coppie.
VOTO 4/5

Nonostante la divisione in due capitoli, la storia di Joe procede lineare nell’analisi freudiana, psicologica, antropologica, ma anche schietta della sua ricerca del piacere sessuale ad ogni costo.

nymphomaniac2 posterL’incapacità di Jerome, suo marito, di soddisfarla porta Joe ad abbassarsi ad essere un oggetto sessuale per un sadico, una bambola per africani dotati, una mamma irresponsabile per suo figlio, una moglie egoista per un marito ormai distante e un’amante per una figlioccia adottata. Continua il dialogo fatto di rimandi filosofici, religiosi e, perchè no, ironici, con Seligman, l’ascoltatore notturno che potremmo essere noi, come un confessore asessuale o un alieno. Joe, per quanto ci riguarda, può essere semplicemente Trier che ci espone, così come la concepisce o l’ha vissuta o se la immagina, la sua visione del sesso, dei suoi aspetti più meno blasfemi o sacri, non sapendo esattamente cosa sia giusto o sbagliato, sicuramente senza voler giudicare o dare consigli. In questo volume ci sono i tre capitoli conclusivi degli otto previsti, 5+3, e qui si sviluppano tutte le esperienze in età adulta della protagonista, dure, senza scusanti o veli di pudore. Così come in Gola Profonda, la pellicola hardcore più famosa del cinema, Joe cerca un modo per soddisfare una mancanza fisica o una debolezza mentale. L’orgasmo diventa una metafora della ricerca naturale di ogni uomo di ambire alla felicità, con qualsiasi mezzo, infrangendo i molti taboo di una società ipocrita che si nasconde dietro paraventi di borghesia e perbenismo. La bandiera della libertà sessuale viene sventolata come il tricolore francese nel famoso quadro di Delacroix, avversata dal mondo intero o sfruttata, a seconda dei punti di vista, per elevare i personali valori morali e renderli unici.

nymphomaniac img1Tutto il film cerca di non dare mai giudizi, anzi lascia sempre libero lo spettatore di valutare in base al suo metro di giudizio, così che chiunque possa analizzare se stesso, quello che è, che sarebbe voluto essere e che non si è permesso di esprimere con sincerità. Secondo Seligman, durante uno dei suoi interventi dotti, riproponendo un paragone religioso, la Chiesa d’occidente è quella del dolore, quella d’oriente del piacere, così i paesi moraleggiati dalla prima vivono il sesso o ogni suo aspetto come un peccato, mentre i secondi godono di più libertà sia mentale che pratica.
Infine, per i cultori di un gusto del cinema fatto di rimandi, segnaliamo un’autocitazione di Trier, a metà film, di Antichrist che quasi anticipava le tematiche di Nymphomaniac o almeno ne metteva le basi.
Attori molto bravi, da Dafoe ci si aspettava di più, ma il suo ruolo è ben poca cosa.
Concludiamo cercando di stimolare il pubblico ed incuriosirlo dicendo che una volta un regista famoso, guardando un film dove compariva un’arma senza un apparente motivo, disse “se c’è una pistola in un film qualcuno la userà”… buona visione.

NYMPHOMANIAC VOLUME 2
regia: Lars von Trier
attori: Charlotte Gainsbourg, Stellan Skarsgård, Stacy Martin, Shia LaBeouf, Christian Slater, Uma Thurman, Sophie Kennedy Clark, Connie Nielsen, Ronja Rissmann, Maja Arsovic, Willem Dafoe, Mia Goth
genere: Drammatico
durata: 123 minuti
produzione: Danimarca
anno: 2013

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...