Riccardo Terzo – Recensione (Teatro)

Recensione di Ramsis D. Bentivoglio.
Giovedì 10 aprile, Teatro Masini Faenza.
Platea e spalti pieni, una classe del Liceo con insegnante, prevalenza di donne di tutte le età, anche molti giovani.
Rilevato, al palco 3, Paolo Cevoli.

Inizio: 21.08
Intervallo: 22.33 / 22.55
Fine: 00.01

L’imponente e claudicante Riccardo/Gassmann appare dall’oscurità, segni neri attorno agli occhi e guance sapientemente scavate. Mano a mano che le luci inondano il palco, emerge una scenografia gotico-medievale, con antri nascosti e bui come l’animo del protagonista.Riccardo Terzo

Il linguaggio, volutamente moderno, assesta un colpo alla società di allora, fatta di insidie e gelosie, ma soprattutto all’epoca moderna a cui Gassmann si è ispirato – come ha detto nella conferenza precedente allo spettacolo, tenutasi Mercoledì 9 Aprile al Ridotto del Masini.
Riccardo non ha pietà né coscienza. Il fine, per lui, giustifica ogni mezzo abietto e deprecabile. L’unica breccia di una possibile riflessione è espressa da Tyrrel, sicario di Riccardo, che si chiede se la coscienza sia un freno o uno sprono per raggiungere i propri obiettivi nella vita.

Tutti gli attori sono ben integrati tra loro e capaci di creare una tragedia corale – non solo personale come pensata dal bardo. Gassmann non ruba la scena, seppur, con versi e movimenti subumani, terrificante nelle smorfie e nei cambi di voce tra il pacifico e l’iroso, rapisca lo spettatore.

Attraverso il basso e deforme Riccardo, Shakespeare ha sottilmente descritto la potenza della cattiveria dell’animo umano che oltrepassa i confini fisici. Gassmann ne conserva la forza evocativa, senza approfittare della sua statura imponente, ma anzi sfruttandola per accentuare la malvagità ed ampliare la sfera venefica del personaggio, come un Frankenstein fuori controllo.
Ecco un signor attore, figlio d’arte, meritevole di tale attributo. Il ben riuscito doppio ruolo, primo attore e regista, di cui si è incaricato, gli rende ancor più merito.

Il teatro prima dello spettacolo. Foto di Ramsis D. Bentivoglio

Il teatro prima dello spettacolo.
Foto di Ramsis D. Bentivoglio

Le musiche, così come i testi e gli abiti, sono una commistione tra medioevo, oscurantismo decadente, nazismo e cyber punk, ma niente è fuori tono e l’amalgama è apprezzabile.
Due ore e mezza intense, ricche di pathos, dove tutti i sentimenti umani vengono evocati per ridare vita ad una delle tragedie più cupe della storia europea, sicuramente alla stregua del Macbeth, del Giulio Cesare e dell’Otello dello stesso Shakespeare.

Questa versione si aggiunge con onore alle altre centinaia che nei secoli si sono susseguite per ricordare la perfidia di uomo brutto, solo e incattivito dalla vita e dalla sete di potere.

RICCARDO III
produzione: Teatro Stabile del Veneto, Fondazione Teatro Stabile di Torino, Società per Attori
con la partecipazione produttiva di: LuganoInScena
regia: Alessandro Gassmann
attori: Alessandro Gassmann, Mauro Marino, Giacomo Rosselli, Manrico Gammarota, Emanuele Maria Basso, Sabrina Knaflitz, Marco Cavicchioli, Marta Richeldi, Sergio Meogrossi, Paila Pavese

 

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