Nymphomaniac Vol.1 – Recensione (Cinema)

Recensione di Ramsis D. Bentivoglio.
Sabato 5 aprile 2014, presso il cinema Italia.
Sala per metà piena, eterogeneità di persone ed età, molte coppie e giovani.
VOTO 4/5

Se costruiamo una mosca da pesca con una piuma, abilmente legata, simile ad un insetto inerme e in attesa di un predatore, tutti i pesci abboccheranno in pochissimo tempo, basterà agitare bene l’esca a fior d’acqua…

No, non preoccupatevi, non è un film sulla pesca, utilizza solo la metafora dell’esca e del pesce da catturare per raccontare quale delle tante tecniche un predatore umano può sfruttare per “nutrirsi”. In questo caso il predatore è Joe/Charlotte Gainsbourg, una ragazza, quindi donna, che racconta fin dall’inizio del film, la sua ninfomania a Seligman/Stellan Skarsgard, un uomo che la soccorre in strada sanguinante e ferita.

Nymphomaniac Vol. 1

Tutto il film è inframezzato di riferimenti alla pesca, alle tecniche di camuflage per ingannare i pesci, per permettere a Joe di collezionare più uomini possibili, prima con un’amica, poi crescendo, da sola, per soddisfare una incontrollabile fame a cui si cerca di dare una spiegazione o con una libidinosa malattia o con un trauma infantile, partendo dallo studio dell’anatomia sui libri del padre medico. Joe alterna il racconto, a volte frenetico, a volte freddo e cinico, con metafore e ragionamenti sulla vita chiedendo a Seligman un confronto, un’opinione, un giudizio. Joe si sente sporca e cerca in tutti i modi una catarsi, forse una redenzione, raccontando quanto in basso sia arrivata nei suoi primi 50 anni di vita. In realtà non lo chiede al suo ascoltatore notturno che l’ha soccorsa, ma a noi, al suo pubblico più vasto, al mondo. Lo schermo è un enorme confessionale dove presente e passato si incrociano, si scontrano, si accusano, si guardano e noi, spettatori, nel buio della sala, siamo coloro che dovrebbero dare un giudizio. Non ci è risparmiato molto alla vista e alla fantasia. Ci sono molti orgasmi, congressi carnali, quello che ci si aspetterebbe insomma, ma senza prendersi troppo sul serio, infatti c’è anche una certa autoironia che allevia almeno la prima parte.

Il film è diviso in 5 capitoli, in questo primo volume, e 3 nel secondo che vedremo, spero, presto, ma i migliori, a nostro giudizio, sono i primi tre dove culmina la storia della Signora H. con una magistrale, intensa, alto-medio borghese Uma Thurman in una sorta di monologo tra gelosia e difficile accettazione della realtà. L’ultima parte diventa cupa e priva di speranza, preparando lo spettatore al secondo volume di cui ci viene dato un assaggio con un trailer durante i titoli di coda.

APPROFONDIMENTI
Trier è uno dei pochi registi moderni indipendenti e sperimentali che sa attrarre un vasto pubblico eterogeneo e creare una notevole aspettativa per le sue opere e con questo ultimo capitolo della Trilogia della Depressione chiude il cerchio della sua visione del mondo, iniziata con Antichrist e proseguita con Melancholia, senza dare però molte speranze di redenzione e salvezza, mettendo un grosso dito nella piaga di quello che lui reputa essere un grande problema per l’uomo; l’amore e tutto quello che gli ruota attorno, come il sesso e il matrimonio, ma non solo. Si può dire, senza essere eccessivi, che questo film racchiude tutta la carriera di Trier, tutto il suo pensiero, tutto il suo concetto di vita e morte. Per dare un giudizio completo bisognerà aspettare la seconda parte, ma siamo fiduciosi che, nonostante i tagli della censura, non ci verrà impedito di apprezzarne l’interezza del messaggio che vuole mandare.

Nota di merito alle attrici che, come sempre nei suoi film, sono cardini del mondo che racconta, vengono amate, distrutte a volte, ma sempre resuscitate.

NYMPHOMANIAC VOLUME 1
regia: Lars von Trier
attori: Charlotte Gainsbourg, Stellan Skarsgård, Stacy Martin, Shia LaBeouf, Christian Slater, Uma Thurman, Sophie Kennedy Clark, Connie Nielsen, Ronja Rissmann, Maja Arsovic
genere: Drammatico
durata: 118 minuti
produzione: Danimarca
anno: 2013

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2 thoughts on “Nymphomaniac Vol.1 – Recensione (Cinema)

  1. Sono molto affezionato a Stellan Skarsgård. Questo attaccamento mi deriva dalla sua presenza in uno dei film più belli della storia del cinema, Will Hunting – Genio ribelle: ti straconsiglio di guardarlo se non l’hai già fatto.

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