Oscura Immensità (1) – Recensione

Faenza, Teatro Masini 17/11/2012 (la tournèe continua in tutt’Italia)

Magnifico!
Intenso, drammatico, problematico, affascinante.
A partire dalla splendida scenografia (in particolare la prigione) passando per le immagini proiettate, le luci e le ombre (sì, anche le ombre sono fondamentali), Gassman costruisce una storia che non fa sconti, costringe lo spettatore a chiedersi come si comporterebbe e a mettersi in gioco di fronte alle diverse tragedie dei due uomini in scena. I protagonisti, unici personaggi in scena, sono legati in modo indissolubile (Beggiato – Claudio Casadio ha ucciso moglie e figlio di Contin – Giulio Scarpati), ma all’interno dello spettacolo non si parlano mai e non sono mai insieme sul palco e portano avanti lo spettacolo in un alternarsi di lunghi monologhi mai stancanti (a parte forseil primo di Scarpati).

E’ uno spettacolo fatto di particolari, dove l’oscurità, richiamata più volte da entrambi i personaggi in maniera più o meno diretta, è principale protagonista. Contin, uomo che si è auto-esiliato dalla vita è ossessionato dall’oscurità della morte, ma allo stesso tempo è perso in una sua oscurità personale dal quale non sa uscire e che anzi accoglie a braccia aperte. Beggiato è immerso nell’oscurità del carcere e di un corpo mortalmente malato, ma dentro alla sua anima ha saputo venire a patti con se stesso, trovare un difficile perdono e in un qualche modo fermare l’oscurità che avanza inesorabile su di lui.
Gli attori recitano dietro un telo traslucido (sul quale vengono proiettati i materiali multimediali) che li fa sembrare immersi in una sorta di nebbia che aggiunge una sorta di drammaticità allo spettacolo e dà una consistenza materica alle angosce e difficoltà dei due.

Infine, i complimenti a entrambi gli attori, ma in particolare a Claudio Casadio che dall’inizio alla fine fa un lavoro straordinario.

DATI
prodotto da:
Il Teatro Stabile del Veneto, Accademia Perduta Romagna Teatri e le Edizioni E/O
regia di Alessandro Gassmann
conGiulio Scarpati e Claudio Casadio

autore: Massimo Carlotto
scene: Gianluca Amodio
costumi: Lauretta Salvagnin
luci: Pasquale Mari
musiche: e videografia Marco Schiavoni
Tratto dal romanzo “L’oscura immensità della morte” di Massimo Carlotto
Cliccate qui per leggere il post con il commento del regista e dell’autore del libro da cui è tratto lo spettacolo (L’oscura immensità della morte)
TRAMA: Raffaele Beggiato, in carcere da 15 anni e malato di cancro, chiede la grazia per vivere l’ultima parte della sua vita da uomo libero. Per ottenerla ci vuole il consenso di Contin, l’uomo a cui Beggiato ha ucciso moglie e figlio durante una rapina.
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